Sono le di

Visibilità, una parola chiave

Visibilità, una parola chiave
Che cosa significa oggi visibilità? Cosa significa farsi trovare, farsi riconoscere...significa in pratica aumentare il volume di affari di un'azienda, di un'attività commerciale, significa rendere un prodotto, un marchio, un brand conosciuto ai più, desiderato, ricercato, rendersi indispensabili al mercato, significa dare luce ad un personaggio, dargli voce e parole, renderlo riconoscibile e affidabile.. Visibilità è oggi il sostantivo chiave della Comunicazione. Pubblicità è un vecchio nome ma non esiste più, esiste la Comunicazione, quella con la C maiuscola, perché ormai ha fagocitato tutto quanto significa DIRE, PARLARE, RACCONTARE, MOSTRARE… Ecco perché 365 modi per dire agli altri chi sei e cosa fai perché ogni giorno c’è una nuova idea per parlare di te e noi ce l’abbiamo. Comunicare ormai è il senso definitivo del porgersi agli altri, è l'immagine delle parole, parole che si muovono e raggiungono l’obiettivo, il pensiero che diventa messaggio. Ma non solo, non c’è soltanto l’immagine, e nemmeno solo la penna o la tastiera: c’è la voce. La voce che dice, che annuncia, che racconta, la voce che parla di te... Le soluzioni sono davvero molteplici, sfaccettate e assolutamente creative. Chiedi di noi...verificherai che possiamo essere una garanzia per la tua promozione sociale!!

Dire, fare, parlare, trecentosessantacinque modi per dire agli altri chi sei e cosa fai...

Comunicare l'un l'altro, scambiarsi informazioni è natura; tenere conto delle informazioni che ci vengono date è cultura"
Johann Wolfgang Goethe






Scorri gli ultimi articoli di Mgm Comunicarebene

mercoledì 3 agosto 2011

Piano Parcheggi - I cittadini del quartiere Acquaviva incontrano il Sindaco - Piano sospeso fino a settembre??

PIANO SOSPESO PER IL MESE DI AGOSTO E POI????
Tutto rimandato a lunedì, vale a dire quando il responsabile del Piano parcheggi, il dirigente Natale, rientrerà dalle ferie. La prima fatica, ad ogni modo è andata, il Sindaco ha incontrato la delegazione del Comitato di Quartiere Città Viva, il comitato che in qualche modo rappresenta tutto il Distretto 6 e comprende il rione Acquaviva, Via Ferrarecce, Viale Lincoln, Via Vivaldi, Piazza Sant'Anna, Via Unità d'Italia, insomma, parliamo di 23.000 abitanti, come sempre si è detto, una città nella città. Il Piano parcheggi è per il momento fermo. Non sospeso, fermo, in quanto l'ordinanza non ne prevede l'avvio se non dopo i 60 giorni previsti, per legge, per poter fare opposizione.  

La parte politica dunque, a quanto pare, sembra disponibile a contrattare e a questo punto se lo farà, parole del Sindaco "sarà per tutta la città, non solo per il Quartiere Acquaviva". Questa mattina si è recata dal sindaco anche un'altra delegazione da via Ruggiero, e così dalla stanza del primo Cittadino s'invocano proposte univoche da parte dei citadini affinchè possa essere ridiscusso il piano, anche se - dicono - impossibile cambiare la delibera - ne andrebbe il contratto con la Publiservizi che, come si suol dire, tiene il Comune per i "cosiddetti"...
Resta però la disponibilità di Del Gaudio ad aprire un tavolo di discussione a settembre con i cittadini per dialogare sulle questioni care a "Città Viva" ed ovviamente sul famigerato Piano Parcheggi, un confronto auspicato dai residenti ed accolto con favore dal Sindaco che, crediamo bene di aver compreso, vede nella concertazione l'unica via possibile per avviare un rapporto nuovo con quella che a torto vine definita, la periferia della città.
Intanto ATTENZIONE, in alcune zone della città dove i parcometri ancora non erano in vigore, e dove le strisce blu sono nuove di zecca, visto e considerato che il piano parcheggi non è ancora stato attivato, il parcometro non dovrebbe emettere tickets ed invece funziona. Abbiamo chiesto al comando della P.M. cosa significa, se incapperemo in delle multe qualora non facessimo il ticket...beh, ragazzi miei, c'è confusione, la cosa non è chiara nemmeno ai diretti responsabili, le risposte non sono state esaurienti. Adesso che sapete sta a voi rischiare o meno. Se ci fossero ausiliari della sosta in giro e voi non fate il biglietto potrebbe anche scapparci la sanzione, in quel caso, scatterebbe anche il ricorso, insomma si potrebbe innescare un vero macello...
A lunedì allora miei prodi e ce n'è da faticare su questo fronte. Cosa possono fare i cittadini? Costituitevi in comitati, fate rappresentanze, delegazioni, combattiamo è l'unico modo per ottenere non i nostri diritti, ma qualcosa!!!
Leggi tutto..

martedì 2 agosto 2011

Piano Parcheggi - Quartiere Acquaviva: "Niente Servizi, niente Tasse"



NIENTE SERVIZI, NIENTE TASSE
Ancora un incontro per il Comitato Quartiere Acquaviva, per parlare del Piano Parcheggi...Come avevamo annunciato la volta scorsa, i residenti del quartiere, con Via Ferrarecce e Viale Lincoln hanno messo su una campagna che dai parcheggi prende solo spunto, ma in realtà guarda all'intera vivibilità di quest'area della città, che come in molti sanno, è realmente depauperata di numerosi servizi che pur il cittadino paga!
NIENTE SERVIZI, NIENTE TASSE è invero lo slogan del Comitato e dei cittadini tutti di Acquaviva, che hanno visto in quest'ultima novità dell'amministrazione comunale, l'ennesima vessazione. 

Non solo cittadini arrabbiati all'incontro ma persone preparate a dare battaglia, tanto di codice alla mano. Sono state enunciate norme, leggi, piani regolatori, normative urbanistiche nazionali e locali, il tutto per dimostrare che quei famosi 15 euro all'anno, chiesti dal Comune ai residenti, per assicurarsi un posto che non gli sarà mai garantito, sono in realtà, incostituzionali, insomma, per dirla tutta, una frode al cittadino bell'e buona.

In questi giorni il coinvolgimento è stato generale, sono state raccolte ben 700 firme a sostegno della campagna NIENTE SERVIZI, NIENTE TASSE e per chiedere all'amministrazione Comunale la sospensione del Piano fino a settembre e l'avvio di un tavolo di concertazione con i cittadini per ridiscutere modalità, tariffe e tassa.

Domani mattina, mercoledì 3 agosto, una delegazione del Comitato, a rappresentanza di tutti i residenti, si recherà dal sindaco in persona, che si è reso disponibile all'incontro, ma non vorrà solo la bonaria risposta del Primo Cittadino ad una probabile revisione, chiederà bensì l'intervento dei tecnici e la spiegazione formale dei parametri che hanno accompagnato la stesura del Piano Parcheggi, che ai più che hanno potuto studiare delibere e normative è parso in molti punti irregolare e non rispondente alle leggi inerenti.

L'incontro di questo martedì non è stato privo di tensione, molte le voci che si sono alzate contro questa ulteriore trovata "succhiasoldi". 


"Sono tasse che già paghiamo - hanno più volte esclamato i presenti - qualsiasi tassa aggiuntiva non è prevista nel diritto urbanistico con cui si accompagna un piano regolatore per i parcheggi. Vogliamo strisce bianche come a Via Trento".
"Non siamo quelli del NO - precisano i ragazzi del direttivo - ma vogliamo andare a fondo di questa vicenda e verificare realmente quanto questo piano parcheggi sia stato fatto a regola". 
I cittadini nell'elencare le numerosissime vacanze di cui soffre il quartiere (la discarica Lo Uttaro alle spalle della zona, il sottopasso di Via Ferrarecce a rischio allagamento ad ogni pioggia, marciapiedi rotti e pericolosi per i passanti, un commercio che invade anche l'area pedonale, villette per i bambini costruite e chiuse) hanno denunciato un'assenza totale delle autorità, di qualsiasi divisa esse si vestano...L'incontro di domani con il Sindaco non sarà altro che una piccozza rompighiaccio affinchè la Casa Comunale apra le porte ad un dialogo con il quartiere, ma noi siamo certi che la battaglia di Acquaviva, sarà un'apripista per tutti gli altri quartieri della città, molti dei quali lamentano da tempo l'abbandono delle istituzioni e la penuria dei più semplici servici, sicurezza sopra tutti. E dunque noi con loro ci chiediamo: ma come si fa ad esigere una ulteriore contribuzione quando il cittadino paga sempre per non avere, o quanto meno per avere il minimo indispensabile!
Leggi tutto..

domenica 10 luglio 2011

La Fontanella del Geometra ha riaperto


Ciò che vedo in Città, la Social Community su Facebook di Fotogiornalismo partecipativo e Urban Watching, è lieta di annunciare che la Fontanella cosiddetta del Geometra ha riaperto. 

Il Gruppo "Rivogliamo la Fontanella del Geometra funzionante", da un'idea di Ciò che vedo in città e Roberto Balloi, creato per invocare e sollecitare la sua riapertura ha dunque sortito il suo effetto, è un gran risultato di rete considerato che il gruppo è stato aperto appena due settimane fa.
Con il sostegno e la collaborazione dei membri del gruppo, alcuni di essi già presenti anche in altre attività del Social Network per progetti e iniziative cittadine, e l'azione di Gianmarco Carozza,il consigliere comunale Massimiliano Palmiero, si è interessato alla  vicenda e si è reso disponibile a ripristinare la fontanella.  

"Non crediate sia un'azione da poco - commenta Mariagrazia Manna, fondatrice e ideatrice di Ciò che vedo in Città -  è il segnale vivo ed evidente che la cittadinanza attiva esiste, ha risultati e seppur parte da Facebook, opera poi nel concreto. Siamo soddisfatti di un risultato che certo ci appare propedeutico ad altre iniziative positive. I movimenti cittadini mai come in questo periodo stanno facendo rete ma cosa ancora più importante si muovono scavalcando istituzioni e barriere burocratiche, vedi anche il movimento per "Salviamo la Reggia di Caserta".

Ciò che vedo in Città ringrazia tutti coloro che hanno prestato un pò del proprio tempo per la diffusione delle notizie, per l'aiuto, la collaborazione e per aver insistito, grazie in particolare al Consigliere Palmiero per la sua piena disponibilità. Tutti gli atleti, i podisti, ma anche i semplici passeggiatori hanno finalmente di nuovo un servizio utile in quella zona e soprattutto a queste temperature. Una delle perplessità per la riapertura della fontanella era la temuta possibilità che vandali o altri, potessero manomettere o rompere nuovamente il rubinetto, oggi, grazie ai numerosi Urban Watchers cittadini, molti occhi saranno in giro a controllare e monitorare l'esistenza in vita della fontanella!

Leggi tutto..

lunedì 4 luglio 2011

La Social Community di Ciò che vedo in Città esce dal web e porta le sue fotografie al Duel Village di Caserta


La Social Community di Ciò che vedo in Città esce dal web
e porta le sue fotografie al Duel Village di Caserta


Che cos’ l’Urban Watching, o meglio l’Osservazione Urbana? Ce lo dice ogni giorno Ciò che vedo in Città, (www.facebook.com/ciochevedoincitta) la social community di Facebook, una pagina di fotogiornalismo sperimentale che pesca dall’idea di giornalismo partecipativo, ideata e creata da Mariagrazia Manna, che sta raccogliendo attorno a sé numerosi gruppi di cittadinanza attiva.

Il progetto gira intorno ai luoghi, alla città ovviamente, come suggerisce il titolo, nello specifico Caserta, ma in pochi mesi sono nate anche altre quattro pagine, Santa Maria Capua Vetere, Marcianise/Capodrise, Casagiove e San Nicola La Strada.

Nella mission di questa pagina non c’è l’informazione giornalistica, anche se l’intero progetto è decisamente una vetrina informativa, “Fotografiamo le città” è infatti il motto principe dell’iniziativa.  Ed in pochissimo tempo Ciò che vedo in Città è divenuto più volte mediatore di notizie, scopritori di fatti, aggregatore di eventi. Un gran numero di cittadini da ogni parte della provincia visita quotidianamente la pagina per denunciare, segnalare, promuovere eventi, cose, fatti, luoghi e persone, e pubblicare inoltre le proprie immagini della città, mettendo così in pratica quanto suggerito dal titolo del progetto, vale a dire fotografare ciò che "vedono" con i proprio occhi. l'idea insomma è quella di muovere l'opinione segnalando piccoli fatti, argomenti di cui non si parla, tematiche dimenticate o rimaste ferme al palo.

Dalla sua nascita Ciò che vedo in Città ha così colloquiato con i mezzi d'informazione, spesso segnalando appunto notizie e fatti che altrimenti resterebbero nascosti o inascoltati: binari incustoditi a pochi passi da un'area giochi per bambini, palazzi fatiscenti, discariche occultate sotto ponti, mercatini rionali con merce esposta del tutto particolare, chiesette antiche abbandonate, murales e scritte sui muri, rifiuti e degrado nell’area posta dietro il Monumento ai Caduti, parcheggi cittadini illegali, posti disabili fasulli, il tutto con l’ausilio degli obiettivi fotografici della gente del posto. Non vi sarà difficile ormai scorgere in strada qualcuno che d’improvviso mette mano alla propria macchinetta fotografica digitale per immortalare un posto o un evento in corso.

Giovedì 7 luglio, a partire dalle 21.00, una parte della piccola storia fotografica di Ciò che vedo in Città, che coinvolge tutti noi, avrà un proprio spazio espositivo nell’ambito dei festeggiamenti per i dieci anni di attività del Duel Village , a Via Borsellino. Per quell’occasione gli urban watchers di Ciò che vedo in Città si sono dati appuntamento per incontrarsi e confrontarsi, dando finalmente un volto ad una squadra che lavora ormai insieme tutti i giorni.

Leggi tutto..

Nasce “Storicittà”, il primo concorso fotografico della Foto Antica e Ciò che vedo in Città lo lancia dalla cittadina sammaritana.


 Nasce “Storicittà”, il primo concorso fotografico
della Foto Antica e Ciò che vedo in Città lo lancia dalla cittadina sammaritana.

Nasce il Primo Concorso Fotografico della Foto Antica, dall’evocativo nome di  "Storicittà", evidente gioco di parole tra la storia e il luogo. Ciò che vedo in Città - SMCV, la pagina di fotogiornalismo e urban watching di Facebook ideata da Mariagrazia Manna e gestita per quanto riguarda il territorio di Santa Maria Capua Vetere da Donato Trepiccione e Alessandra Santillo, dopo aver tastato il polso ai cittadini/visitatori della pagina, su gusti e attitudini, ha indetto una suggestiva competizione per trovare la più bella immagine che ritragga l'antica Santa Maria Capua Vetere, i suoi luoghi, persone o eventi. Un esperimento che porta l’idea di Ciò che vedo in Città, vale a dire quella dell’osservazione cittadina, oltre il tempo, ma per la prima volta la selezione è operata non da esperti e storici, ma dagli stessi cittadini.

Santa Maria Capua Vetere è una fucina di antiche testimonianze – spiega Donato Trepiccione, sammaritano doc -  piccoli e grandi segni del tempo che ancora insistono tra i palazzi e le corti della città. Molti dei cittadini che visitano quotidianamente la pagina e vi collaborano con le proprie immagini e suggerimenti, hanno più volte comunicato di essere in possesso di scatti di valore storico e che, in qualche modo, delineano il corso degli eventi del luogo. Abbiamo dunque deciso di non permettere che queste immagini restino chiuse nei cassetti ma possano avere degli estimatori che le apprezzino ed in più ricevere un premio per la più bella, quella che sia maggiormente rappresentativa dell'antichità cittadina, della sua storicità, per l'appunto "STORICITTA'"

Il Concorso "STORICITTA'" ha una durata di 2 mesi a partire dal 02 luglio 2011 e quindi terminerà il 02 settembre 2011. Primo e secondo premio per gli scatti scelti, ma un bellissimo percorso per tutti gli altri che si troveranno a riscoprire le bellezze in qualche modo sparite di Santa Maria Capua Vetere. Le foto verranno pubblicate ovviamente citandone la fonte. Sarà aperto un album chiamato STORICITTA' e le foto dovranno pervenire o sulla pagina, www.facebook.com/ciochevedoincittasantamaria o all'indirizzo donato.trepiccione@gmail.com.

Leggi tutto..

sabato 14 maggio 2011

Ciò che vedo in città - Murales, Arte o Trashing?





Estro o trasgressione? Arte o Trash? Le scritte sui muri imbrattano certo, ma certi graffiti invece colorano una città, almeno una parte e sperando che i nostri writer sappiano scegliere le migliori locations... E Caserta come sta messa?
Questi sono i Murales di Via delle Industrie che costeggiano i binari della stazione...meglio lì, che sugli edifici del centro


Leggi tutto..

mercoledì 11 maggio 2011

Mgm Comunicalavoce - Radio e Dintorni. Video/Voice Housing: l'informazione ON Demand, Audio e Video interviste direttamente a "casa tua"

Video/Voice Housing...

Ma cosa sono questi continui riferimenti anglofoni nella nostra lingua? Non si capisce nulla e si rischia di fare la brutta figura di sembrare quello che non si è. E' vero. Eppure troppo spesso purtroppo, la stringatezza e la sinteticità di quella lingua ci consentono definizioni che nella nostra lingua madre diventerebbero vere SpieGazioni!!
Ciò premesso, di cosa stiamo parlando?
Che cos'è Voice Housing? Bene tradotto, dovrebbe essere: Voce + domiciliazione uguale, domiciliazione della voce, che detta così, diciamola tutta, non significa un piffero. E invece il senso di questo titolo è importante e composito. Si tratta di uno dei servizi offerti da Mgm Comunicarebene: in pratica un audio e video servizio direttamente a casa tua. Prepari una conferenza stampa, un corso di formazione, un convegno, una sessione, un public speaking, oppure non la prepari, sei invitato e ti serve un documento audio, o video della giornata, dell'evento, ti serve di portare a casa proprio quell'intervsita a quel personaggio, o semplicemente essere tu stesso intervistato sulla tematica in questione, o ancora vuoi una panoramica d'interviste ad alcuni intervenuti...o per finire, vuoi invece un resoconto giornalistico o ancora narrativo di quanto accaduto o in corso.
Beh, per tutto questo Mgm Comunicarebene è assolutamente specializzata, 20 anni di giornalismo sul campo, radiofonico, televisivo, su carta stampata ed ora con il blogging la candidano ad essere una fornitrice GARANTITA di servizi audio/video, (e non solo, ma anche di format di scrittura e web content) disponendo peraltro di tutta la strumentazione necessaria per i montaggi audio e video dei girati. Certo qualunque televisione privata sarà presente all'evento, ma i giornalisti canonici sono soggetti al proprio editore, hanno dei vincoli, hanno una scaletta, hanno dei tempi prestabiliti...Il nostro EDITORE invece sarai tu che ci commissioni il VOice Housing e la vera novità è che siamo i TUOI giornalisti, reperibili sempre, che in quell'occasione, lavoreranno solo per te e a costi contenutissimi.
Il prodotto finito di questa operazione potrai richiederlo secondo le modalità che preferisci, grezzo, vale a dire che ti verrà fornito l'intero girato o traccia audio così com'è, senza rifiniture, oppure confezionato all'uopo e su richiesta. 
Non ci credi? Il Giornalista on Demand è l'ultima frontiera della comunicazione personalizzata e noi CI SIAMO!!!

Leggi tutto..

martedì 10 maggio 2011

Mgm Comunicalavoce - Radio e Dintorni. Progetto "Il Giornale Parlato"

IL LIBRO PARLATO
Avete mai sentito parlare degli audiolibri? Un progetto nato nell'ambito del mondo dell'associazionismo a favore dei non vedenti, proprio -  ed il nome rende molto chiaro il concetto - per consentire a soggetti non vedenti di poter ascoltare/leggere un libro comodamente seduto in poltrona, riuscendo a godere di un provilegio che altrimenti, causa forza maggiore, gli sarebbe negato. L'audio libro, solitamente registrato da professionisti della voce, tenta di restare assolutamente fedele nella registrazione, ai toni, alle atmosfere, alla concettualità ed infine sempre alla lettura del contenuto del libro, di qualsiasi natura esso sia, narrativa, saggistica, manuali, saggi, finanche la Bibbia.

Si tratta di un servizio ad altissimo livello ed i costi sono quasi sempre elevati, proprio per questo il più delle volte, gli audiolibri vengono donati alle associazioni per non pesare sulla già difficile gestione economica di tali consorzi.

I soggetti colpiti da cecità che frequentano queste associazioni sono quindi davvero benedetti ne poter usufruire di tale opportunità. E' più raro che essi ne possano godere in casa propria, anche se esistono oggi numerosissime possibilità sul web come quella offerta per esempio dall'Associazione dei Lions, che risponde per l'appunto a questo sito: www.libroparlatolions.it.
Progetto IL GIORNALE PARLATO
Bene, fatta questa breve premessa, vi sembrerà quasi normale, che avendo parlato di libri vi sia anche la possibilità di reperire i Giornali Parlati. Beh, pare di no, innanzitutto perchè basta ascoltare un qualsiasi telegiornale o notiziario radiofonico e poter essere sempre informati sull'attualità delle cose e questo possiede una sua evidenza, ma se qualcuno volesse ascoltare/leggere una rivista di settore? un giornale specializzato? o semplicemente un periodico, un mensile? Allora non c'è possibilità, almeno non che io sappia avendo navigato parecchio a riguardo. 
Mgm Comunicalavoce ha pensato, non solo rivolgendosi al mondo associazionistico per non vedenti, ma anche per sviluppare soluzioni innovative da applicare ai siti, ai blog e alle pagine di social network, di produrre appunto il Progetto "Il Giornale Parlato". Un prodotto di non semplice confezione ma assolutamente innovativo che permetterà a chi ascolta di ricevere con comodità e senza essere obbligato a restare fermo in un posto a leggere -  perchè l'audiofile viene confezionato in vari formati, mp3, mp4, waw, ecc..- e ad un possibile committente/imprenditore/cliente di poter porgere notizie approfondite in un packaging assolutamente accattivante e stimolante.
A differenza del Notiziario Tematico, che ha la veste e la funzione di un vero e proprio short informer, il Giornale Parlato consterà di veri e propri articoli, di approfondimenti, interviste e potrà essere associato anche a riviste aziendali o costituirne di nuove.
Le applicazioni possibili del progetto de Il Giornale Parlato sono davvero innumerevoli e forniscono un reale innalzamento del livello di qualità dell'offerta promozionale di un prodotto, servizio o evento che sia. Il Giornale Parlato può senza alcun dubbio anche vestire gli abiti di un sito istituzionale divenendo guida e voce per il lettore, il navigatore di turno che si troverà a passare sulle vostre pagine...Insomma incuriositevi e sperimentate una opportunità del tutto nuova e di sicura fascinazione mediatica.
Ascolta una DEMO di Giornale Parlato:
Leggi tutto..

Chi è la Blogger

La Blogger sono io, fagocitata dal web ma giornalista d'annata!!

Sono una giornalista, sì, all'occorrenza scrittrice demodè, e raccontafatti per nipotini stanchi. 
Sono una giornalista. TENGO il tesserino, come diciamo a Napoli e dimentichiamo di avere una laurea umanistica che dovrebbe consentirci di parlare l'italiano SEMPRE correttamente. 
Sono una giornalista e non ho mai voluto fare niente altro che questo. Oggi ci dicono comunicatori, o anche collaboratori stampa, e qualche volta pure dispregiativamente, scribacchini. Ma io sono una giornalista. Il mio primo tema, all'epoca si chiamava composizione, alle scuole elementari portava questo titolo: COSA VORRAI DIVENTARE DA GRANDE? Ed io che ero una vivace bambina della terza classe, scrissi fieramente: LA FOTOREPORTER! 
Beh, non è che ci sia proprio riuscita, ma nel dna vi erano chiare tracce. 

Sono una giornalista e ne sono orgogliosa. Come una razza, una fede, uno spirito di corpo. E un pò mi giustifico, come un marchio, come una colpa, come un errore ancora non riparato.Sono una giornalista. 
Ho l'occhio attento. La notizia la "sento" subito. Se non la sento, la cerco. Mi piace scrivere ma anche osservare. E poi raccontare, perchè invero, questo fa un giornalista, racconta. Ciò che vede, ciò che sente, ciò che gli è sembrato di vedere, ma deve dirlo: mi è sembrato di vedere. Sono una giornalista che non solo scrive, ma parla, parla tanto e lo fa in radio, parla e fa parlare.
Sono una giornalista e non so fare null'altro. So fare le domande. Mi vengono spontanee. La curiosità è parte del mio corredo biologico. So chiacchierare, tanto. Ma anche poco e all'occorrenza. So intervenire. Mi piace intervenire all'uopo e dire la mia se serve. So stuzzicare le conversazioni e tirar fuori le emozioni. So parlare con berlusconi ma anche con pasqualino marajà. So litigare e so moderare. So scrivere alla tastiera del pc, ma so usare ancora molto bene la penna, bic se è possibile. E infine so scrivere. Sembrerebbe la prima cosa da saper fare ma invece non lo è più, eppure ancora fa la differenza. 
Sono una giornalista. E per di più, una giornalista napoletana. I giornalisti, dicono, muoiono presto, scrivendo cento cose tutte insieme e cercando altrettanto storie buone da raccontare. I giornalisti napoletani muoiono prima, colti da un raptus nel mezzo di un articolo per il solito quotidiano, una telefonata alla fonte, una email al collega che ti dà la dritta, la presentazione di una conferenza stampa, il comunicato per fare un piacere all'amico, l'sms all'assessore che domani dovrà intervistare, il colloquio con il direttore e una litigata col caposervizio, il rimontaggio della pagina all'ultimo momento, il taglia e cuci del file dell'intervista appena scaricato sul pc... 
Sono una giornalista. Ho fatto una dura gavetta consumando le suole, rincorrendo autobus a scrocco, scrivendo per centomilalire al mese, che ancora c'erano le lire. 
Sono una giornalista e ho fatto un casino di figuracce, ho scritto anche un monte di cagate, ho di certo offeso qualcuno, ho messo nero su bianco cose che non mi piacevano e che non avrei voluto dire. 
Ma ho anche buttato giù belle parole, pubblicato cose che nessuno ancora sapeva, intervistato qualcuno a braccio senza aver preparato il canovaccio. E ci sono state volte in cui sono stata chiamata perchè "solo io" avrei saputo affrontare quell'argomento senza affossarlo, altre ancora nelle quali ho fatto le mie scuse a coloro che involontariamente avevo toccato. Ricevuto qualche bel complimento e invero, molte molte soddisfazioni. 
Sono una giornalista sindacalista, la specie peggiore. Sono una giornalista senza ambizione di carriera, la specie peggiore. Sono una giornalista non stacanovista, la specie peggiore!
Sono una giornalista, non dimentico chi mi ha insegnato il mestiere, non temo di riconoscere il talento in un altro, non sono paga di imparare ancora e ancora emozionarmi nel nuovo.
Sono una giornalista. Mi piace essere una giornalista. Mi piace parlare con la gente e guardarla negli occhi e domani farle fare bella figura nero su bianco. Non mi piace scrivere sul (e non del) dolore di chi soffre. non mi piace approfittare della fiducia di chi mi parla, non mi piace scrivere solo per apparire. Sono una giornalista, mi piace informare. 
Sono ciò che sono, questo ed altro e sono qui a fare il mio lavoro.
Leggi tutto..

VIDEOIntervista a Rino Brignola, Segretario Generale Cisl Fp della Campania


Intervista del 6 maggio 2011. Il Segretario del Comparto Funzione Pubblica della Cisl Campania, insediatosi da pochi mesi alla Segreteria Regionale, delinea ai nostri microfoni le problematiche cruciali della regione, sotto il profilo delle questioni del mondo del lavoro.
Leggi tutto..

sabato 7 maggio 2011

Mgm Comunicalavoce - Radio e Dintorni. Il Trailer di "Girsl on the Air"

Girls on The Air, in Afghanistan la prima Radio di sole donne!
Quando la Radio diventa davvero importante? Forse quando da’ voce a chi non può parlare nella realtà di tutti i giorni in un paese schiacciato dalle violenze! 

IL TRAILER


In Afghanistan, la radio in questione esiste e si chiama Radio Sahar. Fondata nel 2003 da Humaira Habib, una giornalista afghana, è una stazione locale gestita da donne!Il palinsesto di Radio Sahar è molto ricco: chi accende la radio sente notizie che si alternano a film stranieri doppiati in afghano o a letture di poesie.
Leggi tutto..

martedì 3 maggio 2011

Il Fotogiornalismo

Trascurato, sottovalutato, conosciuto perlopiù in maniera sommaria e secondo un’accezione impropria che ne presume la limitata "artisticità", il fotogiornalismo rimane ancora uno degli ambiti più penalizzati da coloro che si interessano di fotografia. Eppure il fotogiornalismo ha svolto un impareggiabile ruolo nell’affermazione del medium fotografico come grande comunicatore di massa, partecipando in prima linea a quel processo tecnologico e culturale per il quale l’attuale società viene configurata come una "civiltà dell’immagine". In questo senso nessun genere di fotografia può minimamente vantare la stessa rilevanza sociale, la stessa capacità di incidere sui tempi e di modificare i costumi dell’uomo contemporaneo, riconoscibile a quella giornalistica. È il fotogiornalismo ad aver gettato le fondamenta di quel villaggio globale dell’informazione che televisione e telematica hanno poi sviluppato in maniera tanto dirompente; è con il fotogiornalismo che è altresì iniziato quel mutamento radicale nella mentalità di massa per il quale attribuiamo una tale verità alla rappresentazione del mondo propagata dai media dell’immagine da identificarla integralmente con il mondo stesso. È infine il fotogiornalismo ad aver introdotto nelle arti visive una nuova estetica fondata innanzitutto sul valore documentale della fotografia, sulle imprevedibili capacità conoscitive e rappresentative dell’«istante decisivo», su un’immediatezza comunicativa che tende ad annullare le differenze tra la sensazione diretta della realtà e quella delle sue riproduzioni analogiche.
Leggi tutto..

Ciò che vedo in Città - La Città non è morta


Manifesto di una cittadina in una città che non vuole morire..
A volte mi chiedo: ma poi in realtà, a chi gli importa? La gente va di corsa, tra i problemi di tutti i giorni, i soldi c he non ci sono, la crisi del governo, i figli a scuola, vai a pensare tu alle buche, le strade dissestate nel tuo quartiere, le scritte sui muri, i parcheggi selvaggi, o le petizioni per le buone cause da sostenere, ma anche alla bellezza di un paesaggio, di un edificio...ad una mostra d'arte, uno spettacolo teatrale, una battaglia sociale... ma ssì, chissenenfrega di tutte qst cose....
ma siamo realisti..c'ha tempo da perdere chi se ne occupa, gente, come si suol dire con la Capa Fresca...eh già.
 Senza giudicio, credetemi, e chi potrebbe mai permetterselo il giudizio, non dovrebbe essere di questa terra, eppur lo è, però...eh si, però.. non possiamo vivere così, come gli inani, vale a dire coloro che non prendono mai una posizione, un impegno, una responsabilità sociale. Pure Virgilio, nella Divina Commedia, passandogli davanti, disgustato dice a Dante: "non ti curar di loro, ma guarda e passa". 

Non possiamo essere di quelli a cui tutto gli scorre addosso, tanti Ponzio Pilato senza nerbo, senza spina dorsale, che non fremono per nessuna ingiustizia, che non s'appassionano a una causa, a una relazione, a un progetto, che non si interessano a nulla se non alla propria casa. E per piacere no...non può finire così...
Che tristezza.
Questo pensiero mi scoraggia, mi fa sentire tanto quell'unica noce nel sacco, oppure del tutto inutile qualsiasi cosa io faccia o creda di fare...Eppure non voglio nascondermi anch'io...voglio restare qui con qst  progetto piccolo piccolo a dire che la città non è morta e da qualche parte c'è gente come me, che gli interessa interessarsi, che non aspetta chissà quale terremoto per dire la sua, che non teme di essere puntata il dito per averla detta, o ancora non ha vergogna di dirne una piccola e saggia, quella gente semplice, normale, comune che può lanciare anche quel piccolo sassolino per smuovere le acque.
Come sempre, e non è retorica, solo insieme si fanno le cose. Da soli nessuno è qualcuno.
La città non è morta!!!
Leggi tutto..

domenica 1 maggio 2011

Ciò che vedo in Città - Maltempo, Caserta... veneziana!

Foto di Roberta Carafa
Maltempo in città. Pioggia a go gò per oltre 24 ore. La città delle buche ricoperta dall'acqua e qualcuno, scherzandoci su, la vede proprio così...













Leggi tutto..

sabato 30 aprile 2011

Ciò che vedo in Città - Wall Poetry

Poesia popolare a Caserta, dipinta alla bell'e peggio su di un muro a Via Settembrini.














Il testo cita fedelmente così: "Per amore non si muore, si sta male nel cuore! Non facciamo questo sbaglio, uccidiamo questo orgoglio. Facciamo pace piccola".
Non è firmato, ma l'autore di questa chicca urbana merita un plauso per romanticismo, simpatia ed ironia. Molto meno per aver imbrattato il palazzo.
Leggi tutto..

venerdì 29 aprile 2011

Ciò che vedo in Città - Caserta, City of Bikes


Ma quante ce ne sono in giro? E non spuntano solo con la primavera... Una città pianeggiante che invita alla mobilità "ecologica", convinta anche da un sistema trasporti mancante di servizi efficienti.
Un piano ciclabile sottoscritto qualche tempo fa che ancora però non viene messo in atto. E le nostre bici, ma soprattutto i nostri bikers vanno in giro...in mezzo al traffico!!
Leggi tutto..

giovedì 28 aprile 2011

Ciò che vedo in Città - Panchine "artistiche" a Piazza Vanvitelli









Le famose panchine "nuovelle art" di Piazza Vanvitelli, Caserta. Appositamente ideate per una sosta...ehm, non troppo lunga!




Leggi tutto..

lunedì 25 aprile 2011

CHI E' IL GHOSTWRITER


Un ghostwriter, letteralmente scrittore fantasma in italiano, è un autore professionista, pagato per scrivere libriarticoli,storiepubblicazioni scientifiche o, in campo musicalecomposizioni, che sono ufficialmente attribuiti ad un'altra persona. Celebrità e leader politici assumono spesso ghostwriters per scrivere o sistemare autobiografie, articoli, discorsi, o altro materiale. Nella musica, i ghostwriter sono usati nella musica classica, nella musica pop, come il country e l'hip-hop o nelle colonne sonore dei film.


La divisione del lavoro tra il ghostwriter e l'autore accreditato può variare di molto. In alcuni casi, il primo è assunto per riordinare una bozza o un manoscritto quasi completato. In questo caso, la linea generale, le idee e molto del linguaggio usato nel libro o dell'articolo sono quelli dell'autore. In altri casi, il ghostwriter svolge il ruolo più rilevante, elaborando e ampliando concetti ed idee di base fornite dall'autore accreditato. In questo caso un ghostwriter dovrà eseguire ricerche approfondite sull'autore o sulla sua area di competenza. È comunque raro che un ghostwriter prepari un libro o un articolo senza nessuna informazione da parte dell'autore; nel caso minimo quest'ultimo fornisce una struttura di base di idee o commenti sulla bozza finale del ghostwriter.

Il ruolo del ghostwriter

Per un'autobiografia, un ghostwriter solitamente intervista l'autore accreditato, i suoi colleghi, i membri della famiglia e ricerca articoli, interviste e filmati (talvolta "fuori onda") sullo stesso autore, per assimilare le sue argomentazioni e i punti di vista.


I ghostwriter vengono assunti per diverse ragioni; in molti casi le celebrità o le figure pubbliche non hanno il tempo, la preparazione o l'abilità di scrittura per scrivere un'autobiografia di diverse centinaia di pagine o un intero libro. Anche se una celebrità ha le capacità per scrivere e per fare un breve articolo, potrebbe non sapere come strutturare e scrivere un lungo libro in modo che sia commercialmente valido. In altri casi, le case editrici usano i ghostwriter per aumentare il numero di libri che possono essere pubblicati con il nome di autori ben conosciuti sul mercato.
Un famoso esempio di scrittore che lavorò molto come ghostwriter è quello di Howard Phillips Lovecraft. 
Remunerazione
I ghostwriter spendono spesso mesi o interi anni nella ricerca, nella scrittura e nel montaggio di lavori per un cliente e vengono pagati in diverse maniere: per pagina, con un forfettario, con una percentuale delle royalties delle vendite o con una combinazione di questi. Farsi scrivere un articolo può costare 4 dollari per parola o più, in base alla complessità dell'articolo.L'agente letterario Madeline Morel afferma che la media degli anticipi richiesti dai ghostwriter per un lavoro varia "tra 30.000$ e 100.000$".  Nel 2001, il New York Times affermò che la parcella che riceverà il ghostwriter per le memorie di Hillary Clinton è probabilmente di 500.000$ dell'anticipo di 8 milioni di dollari per il suo libro, che è quasi la più alta parcella pagata a dei collaboratori". Secondo la Ghostwriters Ink, un'azienda di ghostwriting professionale, questa parcella fissa è solitamente vicina a una media che va da 12.000$ a 28.000$ per libro. Assumendo il ghostwriter per questi prezzi fissi, i clienti tengono per se tutte le royality post-pubblicazione e i profitti.

In Canada, la Writer's Union (un'associazione di scrittori) ha stabilito un tariffario minimo per il ghostwriting. Il pagamento minimo per un libro di 200-300 pagine è di 25.000$, pagati a vari stadi della bozza del libro. Le tariffe per la ricerca sono un extra, al di fuori di questo minimo. In Germania, la tariffa media per un servizio di ghostwriting confidenziale è di circa 100$ per pagina. 

Recentemente si tende a usare il ghostwriting di nazioni orientali, come l'India, per risparmiare sino all'80% del "costo occidentale". I ghostwriter di questi stati, le cui qualità sono alla pari rispetto a quelli statunitensi, inglesi o canadesi, completano libri di 200 pagine per tariffe che vanno dai 3000$ ai 5000$ o dai 12$ ai 18$ per pagina. Questo grosso taglio nei prezzi dei ghostwriter sta incoraggiando un ulteriore outsourcing.

A volte il ghostwriter riceve un parziale credito su un libro, espresso dalla frase "con ..." sulla copertina. Tale credito può anche essere fornito come "ringraziamento" nella prefazione o nell'introduzione. Per i libri non di finzione, il ghostwriter potrebbe essere menzionato come "contributore" o "assistente alla ricerca". In altri casi, il ghostwriter non riceve crediti ufficiali per la scrittura di libri o articoli; nei casi in cui l'autore accreditato o l'editore o entrambi desiderano occultare il ruolo del ghostwriter, potrebbero chiedergli di firmare un accordo di non divulgazione che gli vieta di rivelare il proprio ruolo di scrittore fantasma.

Ghostwriter e diritto d'autore - La questione riguardante il diritto d'autore italiano e il fenomeno del ghostwriting è molto complessa. Il ghostwriting è una forma di "plagio autorizzato": il committente si appropria della paternità dell'opera senza esserne l'autore originale grazie ad un patto che viene concordato tra le due parti. Lo scrittore ombra accetta una somma di denaro in cambio del suo lavoro e del suo silenzio e permette al committente di far liberamente uso dell'opera. I diritti morali, definiti illimitati, irrinunciabili ed inalienabili, appartengono però al ghostwriter, non all'autore fittizio, e inoltre "l'accordo con cui si conviene di attribuire la paternità di un'opera a persona diversa dal vero autore è da ritenersi nullo". Vi sono quindi evidenti contraddizioni, che vengono risolte in questo modo: il patto viene considerato valido e lo scrittore ombra ha il diritto di rivendicare la paternità dell'opera, secondo l'art. 20 L. 633/41, ma con l'obbligo di risarcire il committente per non aver rispettato i vincoli contrattuali. Il ghostwriting inoltre solleva anche un'altra questione: i fruitori dell'opera dovrebbero avere il diritto di sapere chi è il vero autore.

Storiografia - ghostwriter sono ampiamente usati dalle celebrità e dalle figure pubbliche che desiderano pubblicare la propriaautobiografia o le memorie. Il grado di coinvolgimento dello scrittore fantasma in questo tipo di progetti varia da minimo a sostanziale. In alcuni casi un ghostwriter potrebbe essere richiesto soltanto per ripulire, correggere e sistemare una bozza grezza di un'autobiografia o di un manuale, mentre, in altri, scriverà un intero libro o articolo basandosi su informazioni, storie, note e una outline fornite dal richiedente. L'autore accreditato potrebbe anche indicare al ghostwriter che tipo di stile o di tono vuole nel libro.


In alcuni manuali, guide per la dieta o libri di cucina, il libro potrebbe venire interamente scritto dal ghostwriter e la celebrità (per esempio un musicista famoso o una star dello sport) verrà accreditata come l'autore. Le case editrici usano questa strategia per aumentare la vendibilità di un libro per l'associazione con il personaggio famoso. In diversi paesi, prima delle elezioni, i candidati commissionano ad alcuni ghostwriter la produzione di autobiografie per aumentare la loro visibilità,

Un consulente o una persona in carriera potrebbe pagare per avere un libro scritto da un ghostwriter su un argomento della propria area professionale, per stabilire o aumentare la propria credibilità come esperto nel proprio campo. Per esempio, un venditore di successo che spera di diventare uno speaker delle vendite potrebbe pagare un ghostwriter per scrivere un libro sulle tecniche di vendita. Spesso questo tipo di libro viene pubblicato come vanity press, il che significa che l'autore paga per pubblicare il proprio libro. Questo tipo di libro viene solitamente dato ai clienti come strumento di promozione, piuttosto che venduto nelle librerie.

Fiction - I ghostwriter vengono assunti dagli editori di romanzi di finzione per diverse ragioni. In alcuni casi li usano per aumentare il numero di libri che possono essere pubblicati ogni anno da un autore ben conosciuto e con un buono spazio sul mercato. I ghostwriter sono usati principalmente per scrivere lavori di finzione per autori dal "nome" ben conosciuto in generi come gialli, misteri e storie per ragazzi.


Inoltre gli editori usano gli scrittori fantasma per scrivere nuovi libri per serie conosciute dove l'autore è uno pseudonimo. Per esempio l'autore della serie di storie del mistero Nancy Drew, "Carolyn Keene" è effettivamente uno pseudonimo di una serie di ghostwriter che scrivono libri con lo stesso stile usando un modello di informazioni di base sui personaggi del libro e il loro universo inventato (nomi, date, strutture di dialogo) e sul tono e lo stile che ci si aspetta di trovare nel libro. Per questa ragione, vengono spesso dati ai ghostwriter diversi libri precedenti della serie, per aiutarli ad adattare lo stile.
La fondazione della scrittrice romantica V. C. Andrews ha assunto un ghostwriter per continuare a scrivere storie dopo la sua morte, sotto il suo nome e con uno stile simile a quello dei suoi libri originali. Molti dei libri di azione di Tom Clancy, dal 2000, portano il nome di due persone sulle loro copertine, con il nome di Clancy stampato in grande e il nome dell'altro autore più in piccolo. Vari libri che portano il nome di Clancy sono stati scritti da diversi autori sotto lo stesso pseudonimo. I primi due libri nella serie di Splinter Cell sono stati scritti da Raymond Benson con lo pseudonimo di David Michaels.
Leggi tutto..

Mi Piace Mgm Comunicalaradio